Visto che le Fockea sono piante facili da mantenere, incuriosito dal grande caudice che formano in breve tempo e dal fatto che la mia prima non ha mai fiorito, negli anni ho comprato diverse piantine di questa specie.
Solitamente le piante in vendita nei vasetti da 5.5 cm hanno circa un anno, questa in foto probabilmente anche meno, si vedono i cotiledoni ancora attaccati al fusto, è entrata in collezione a febbraio del 2010.
Rinvasare Fockea edulis
Il “parto” dell’Echinocereus knippelianus
Ho l’Echinocereus knippelianus in collezione da un paio d’anni, da quando un mio amico indicando un piccolo cactus verde scuro con poche lunghe e deboli spine disse che i fiori spuntavano lateralmente al corpo della pianta spaccandone l’epidermide, la cosa mi incuriosì e presi la pianta.
Euphorbia sp. Orto Botanico di Roma
Questo grosso cespo di Euphorbia sp. (non identificata) l’ho fotografato all’Orto Botanico di Roma a Maggio del 2010.
Crassula cv. Hobbit
La Crassula Hobbit sinonimo Crassula ovata Hobbit o Crassula portulacea Hobbit è un cultivar, quindi una pianta succulenta ottenuta in vivaio e non presente in natura.
Hoya kerrii Ikea che produce nuove foglie!
Dopo aver perso le mie foglie a cuore di Hoya kerrii per marciume dopo che per anni erano rimaste immutate espandendo le radici ma sempre senza produrre nuove foglie, e dopo aver assistito a disastri simili documentati da moltissimi visitatori del blog, ho ricevuto alcune email di persone che affermavano di aver visto spuntare nuove foglie, ma mai nessuno mi aveva inviato foto.
Finalmente una lettrice del blog, Mimma che ringrazio, mi scritto, giustamente con orgoglio, allegando una foto della sua bellissima Hoya kerrii Ikea che ha deciso di formare nuove foglie, non due, non 4 ma ben 6 belle foglie a cuore!
Gymnocalycium saglionis Sin saglione spine e acqua
Le spine del Gymnocalycium saglionis Sin G. saglione hanno una curiosa caratteristica che lo rende famoso e ricercato dai collezionisti più che per le sue abbondanti fioriture come avviene per gli altri cactus e Gymnocalycium.
Ledebouria socialis o Ledebouria pauciflora? Scilla?
Da diversi anni ho una pianta bulbosa dalle foglie leopardate succulente che all’acquisto presentava la pagina inferiore delle foglie di colore violaceo, pagina superiore delle foglie argentata con macchie tondeggianti irregolari di colore verde, molto abbondanti. Identificata e descritta come Scilla violacea sin. Ledebouria socialis anche perchè così era cartellinata all’Orto Botanico di Amsterdam (foto sotto).
Da meno tempo ne ho un’altra, molto simile ma con foglie più sottili e lanceolate, con pagina inferiore delle foglie viola intenso/marrone e pagina superiore argentata con macchie verde scuro di forma allungata in senso orizzontale diverse dalla prima pianta e meno abbondanti. Entrambe risultavano avere secondo alcune fonti lo stesso nome, secondo altre nomi diversi, e cercando le foto in internet per ogni nome comparivano entrambe le piante… la cosa mi faceva storcere il naso, volevo trovare il nome giusto, ma allo stesso tempo non volevo sbagliare affidandomi al primo sito che trattava le due piante… questa seconda l’ho cercata per vari anni, appunto per vederne le differenze dal vivo e per escludere che le immagini diverse trovate in internet fossero solo dovute ad una diversa esposizione e tecnica di coltivazione. Per rendere la cosa più complessa, la mia prima pianta è entrata in casa con retro delle foglie violacee e pellicola esterna dei bulbi viola scuro, foglie larghe circa 1,5-2 cm e lunghe una decina di cm, dopo anni di coltivazione appare con la pagina inferiore delle foglie completamente verde chiaro, bulbi con sfumature viola e foglie più compatte e corte con macchie più fitte e piccole.
Per i succulentofili l’identificazione delle piante è spesso complicata, il primo tra tutti i problemi è dovuto ai grandi produttori che mettendo in commercio piante, non sempre le chiamano con il giusto nome! altre volte il problema è alla base, non ci sono studi ufficiali che identificano correttamente una pianta (come sembrerebbe in questo caso) e quindi tale pianta viene diffusa, scambiata e commercializzata con nomi di fantasia o con il nome della pianta a lei più simile riconosciuta ufficialmente.
Dopo un pò di ricerche avevo stabilito che la prima pianta (a sinistra nelle foto) fosse una Scilla violacea Sin Ledebouria socialis, mentre quella che non avevo ancora fosse la Ledebouria pauciflora.
In un secondo momento dopo aver ottenuto la seconda pianta, confrontandole decisi di invertire i nomi, ma non ne ero molto convito perchè non trovavo informazioni accurate sulla Ledebouria pauciflora, quindi continuai a cercare info, sino a che in una serie di siti che ritengo più affidabili (zipcodezoo.com, homolaicus.com, pacificbulbsociety.org ) trovai che in effetti la Ledebouria pauciflora non è un nome riconosciuto ufficialmente, e non esistono pubblicazioni a riguardo.
Mentre la Ledebouria socialis (Baker) sin. Ledebouria violacea (Silver squill) è stata trattata in: Jessop in Journ. S. Afr. Bot. xxxvi. 253 (1970).
Sotto Ledebouria socialis venivano raggruppate le foto di piante simili alle mie due… e sotto Ledebouria pauciflora le foto di piante con fenotipo ancora differente.
Infine la Ledebouria è stata separata dalle Scilla che quindi non è più il nome corretto.
Quindi sembrerebbe che “scientificamente” le due piante sono la stessa, in realta sono molto differenti e ci vorrebbe uno studio ufficialmente riconosciuto più approfondito (se già c’è stato, non sono riuscito a trovarlo, se lo conoscete, fatemi sapere!!!).
So che quello che ho scritto sembra assurdo, specialmente guardando la foto sopra, ma non riesco a trovare fonti autorevoli per venirne fuori…
Sconosciute – Identifichiamo queste piante grasse!
Sono già in vacanza da un pò, ma la vera vacanza deve ancora iniziare, quest’estate Thailandia! se avete dritte, consigli, posti da visitare, riguardanti la flora del paese scrivetemi in privato. :) l’email è a fondo pagina. Grazie!
Ma andiamo al vero tema del post ossia foto di piante cactaceae da identificare!
1) vaso 7x7 cm
2) vaso 7x7
3) 7x7
4)7x7
5) vaso da 5 cm
6) 5cm
7) vaso da 10 cm. Ibrido echinocereus forse o cosa?
8) Eriosyce ….
8b) il suo fiore.
9) vaso da 5 cm, Eriosyce … comprata dallo stesso venditore di quella di sopra l’anno dopo.
10) Eriosyce recondita o occulta o non so; misura poco più di una moneta da 2 euro.
11) Ferocactus … 7x7 cm.
12) Ferocactus … 7x7.
13) Ferocactus … 7x7.
14) Ferocactus … vaso da 10 cm.
15) Ferocactus …
16) Ferocactus …
17) Frailea pygmaea o asteroides o schilinzkyana o bo. In vaso da 5 cm.
18) Mammillaria … vaso da 7x7cm.
19) Mammillaria … 7x7.
20) Opuntia? bo 7x7.
Riconoscete qualche pianta? avete qualche indizio? ogni info è ben accetta! (pubblicherò i commenti a metà settembre) le foto sono le più rappresentative che ho, purtroppo non hanno ancora mai fiorito.
Grazie!! e buone vacanze!
Mammillaria crinita ssp. duweii – Seconda semina in fioritura
Quest’anno dopo aver visto per la prima volta una cactacea seminata da me fiorire, c’è stato un bis, una seconda semina effettuata i primi di marzo del 2008 ha fiorito per la prima volta. Quindi dopo 2 anni e 3 mesi.
A fine maggio 2010 sembrava rinsecchita, e stava li immutata da tutto l’inverno, apparentemente senza essersi ancora risvegliata.
Si tratta sempre di una delle piante portate “in prova” nella serretta momentanea in campagna; evidentemente ha funzionato egregiamente :)
Ed anche questa pianta mi ha stupito non solo con un fiore, ma riempiendosi di fiori per tutta l’ultima settimana di giugno! La piccola Mammillaria crinita ssp. duweii ne ha fatti ben 7.
Dopo tanta fatica è una gran bella soddisfazione veder fiorire una propria semina.
Sconosciuta - Identifichiamo questa pianta grassa!
Già da un pò volevo introdurre questa nuova categoria nel blog, post dove si cerca di identificare delle piante grasse che sono nella nostra collezione, magari da anni, ma senza cartellino. Anche nella mia collezione ce ne sono tante, direi che almeno un quarto delle piante che ho sono senza nome e spesso anche dopo ore di ricerche su libri e web non riesco a trovare i nomi.
Inizio grazie alla segnalazione di Andrea un visitatore del blog, che come tanti altri mi ha inviato alcune foto di una pianta sconosciuta, purtroppo in questo caso non ho la più pallida idea di che pianta possa essere.
Queste sono le foto che mi ha mandato.
Purtroppo non mi ha saputo dare altre informazioni sulla pianta madre da cui proviene la talea. Ha detto solo che ha radicato velocemente ed ha emesso subito il nuovo getto che si vede al centro del fusto.
Se qualcuno avesse suggerimenti o riconosce la pianta in foto ci farebbe un gran piacere!
Prima semina in fioritura - Rebutia
Ho iniziato a seminare molti anni dopo aver iniziato a coltivare piante grasse, e quest’anno, anche se la prima semina che ho fatto ancora non ha fiorito, e ci vorrà ancora un bel pò (vari ibridi di Astrophytum seminati a dicembre 2006), invece stanno fiorendo per la prima volta piantine seminate ad Aprile 2008 di Rebutia minuscula (ho notato i boccioli i primi di marzo 2010).
In realtà pensavo di dover aspettare ancora, queste Rebuntia mi sembravano ancora piccole.
Delle 8 piantine 7 hanno resisitito sino ad oggi, 3 le avevo rinvasate il 2 Febbraio 2009 in singoli vasetti da 5 cm, mentre le altre 4, un pò meno sviluppate e segnate dal ragnetto rosso le ho lasciate in un singolo vasetto da 5 cm.
Poi nell’autunno 2009 ho rinvasato le tre in vasi regolari; sono queste che stanno fiorendo per prime!
Una l’avevo portata in campagna dove ho messo per il primo anno una serretta economica, per provare ho portato un pò di piantine a cui tenevo meno, per fortuna, dato che le lumache hanno abbondantemente banchettato deturpandole, tranne la Rebuntia che evidentemente è troppo spinosa :) ma ci sono passate sopra lasciando la loro bava. Oltre alle lumache la serretta è stata sabotata da gatti randagi che hanno rovesciato tutti i vasi, non è stato un bello spettacolo ritrovare la serra così, ma mi sono consolato scoprendo che proprio questa Rebutia lasciata nella serretta, è stata la prima a far intravedere i boccioli.
L’ho portata a Roma e risistemata nel suo vaso aggiungendo composta, l’8 Aprile 2010 ha aperto il primo fiore ed ha una ventina di boccioli alla tenera età di 2 anni.
Le sorelle che avevano passato l’inverno a Roma all’aperto hanno iniziato a far vedere i boccioli solo un mese dopo, nella prima metà di Aprile, mentre le Rebutia che avevo lasciato nel vaso piccolo strette strette, e che di conseguenza erano cresciute molto meno, hanno mostrato i boccioli a fine Aprile, ma anche loro hanno fiorito!
P.s. ogni tanto, in post come questo ad esempio, le date nel testo sono sfasate rispetto alla data di pubblicazione, questo perchè scrivo nei ritagli ti tempo ed ho contemporaneamente diversi post in bozza, mi capita quindi anche di concluderne diversi lo stesso giorno, ma poi li pubblico gradualmente…
Succulente all’Hortus Botanicus di Amsterdam piante grasse in due serre
Come scritto nel post generale sul Giardino Botanico di Amsterdam le piante grasse sono conservate in due differenti serre, una più piccola, accanto a quella delle farfalle, con la zona di destra separata da un vetro dove si trovano le cactacee e succulente più rare e tutte le piante in vaso.
Euphorbia meloformis
Leuchtenbergia principis
Ariocarpus
Diverse piante dietro il vetro sono morte o stanno lì lì…
L’altra parte di questa serra ospita piante in terra, molte di grandi dimensioni.
Echinocactus grusonii nudum
Astrophytum myriostigma
Alcune piante specialmente le Opuzie sono letteralmente invase da cocciniglia, che per scelta viene lasciata proliferare e le hanno dedicato anche un cartello con informazioni sulle specie. anche il ragnetto rosso abbonda..
Questo probabilmente per rendere ancora più naturale e realistico l’habitat delle piante...
Mammillaria hahniana
Graptopetalum paraguayense
L’altra serra che ospita piante grasse è la Zona Desertica della serra dei tre climi:
E’ un ambiente molto grande con colonnari e piante gigantesche.
Ceropegia fusca
Ha una forma circolare.
Vicino alle porte d’accesso c’è la zona con alberi e colonnari.
Le piante sono tutte in terra, nell’anello più esterno ci sono molte Haworthia e Aloe, che in alcuni punti formano cuscini e cespugli.
Haworthia cymbiformis
Aloe humilis
Aloe arborescens
Sedum nussbameramum
Euphorbia horrida
La parte centrale è leggermente rialzata e coperta da una teca di vetro, contiene diversi generi tra cui Crassule, Euphorbie, qualche Conophytum (solo cartellini) e le solite Hawortie onnipresenti.
Faucaria felina
Dopo aver fotografato praticamente tutte le piante di quest’ultima serra, mi stavo squagliando dal caldo ed è stato un sollievo rientrare nella area Subtropicale della serra dei tre climi, un pò meno calda e più arieggiata, dove ho trovato questa Ledebouria socialis
Per vedere tutte le foto che ho scattato c’è la galleria: Foto Hortus Botanicus Amsterdam.
Senza dubbio le collezioni più belle di succulente che ho visto sono di privati (sia per varietà che per condizioni), si sa che gli orti botanici spesso non riescono a tenere come noi le nostre amate, ed è un peccato dato che ne ricevono molte senza bisogno di comprarle (donazioni di collezioni o sequestri in dogana). A parte questa considerazione, l’Orto Botanico di Amsterdam è sicuramente da visitare.


