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Bowiea volubilis – Scheda pianta

 

La Bowiea volubilis Harvey ex Hooker fil. ha questo nome in onore di J. Bowie (1789-1869) raccoglitore di piante per i Kew Gardens di Londra.
Bowiea volubilis con ramo

Al genere Bowiea appartengono 4 specie:
B. gariepensis,
B. intricata,
B. kilimandscharica
e la Bowiea volubilis.

Bowiea volubilis

Stapelianthus pilosus - Scheda pianta

Stapelianthus pilosus apice

Lo Stapelianthus pilosus [Lavranos & D.S. Hardy, J. S. African Bot. 27: 237 (1961)] è una succulenta appartenente alla famiglia delle Asclepiadaceae distribuita nel sud del Madagascar.

Echinopsis chamaecereus ex Chamaecereus silvestrii - Scheda pianta

Echinopsis chamaecereus Sin. Chamaecereus silvestrii in fiore

l'Echinopsis chamaecereus (H. Friedrich & Glaetzle 1983) è una cactacea molto comune nelle collezioni, originaria dell’Argentina; è facile da moltiplicare, e regala fantastiche fioriture. Quasi tutti lo conoscono come Chamaecereus silvestrii  [(Spegazzini) Britton & Rose 1922] ed anche io l'ho sempre tenuto in collezione così sino a che non ho scoperto che è stato inglobato al genere Echinopsis che include altri generi che prima erano indipendenti.

Echinopsis chamaecereus fiore
Il fiore della pianta originale è arancione-rosso, ma in vendita se ne trovano con fiori di diverso colore, dovuti probabilmente ad incroci con Lobivia, anche questo genere non esiste più e le piante sono state accorpate prevalentemente alle Echinopsis, ma anche alle Rebutia.

Pachyphytum oviferum - Scheda pianta

Pachyphytum oviferum con fiore

Il Pachyphytum oviferum J. A. Purpus è una succulenta appartenente alla famiglia delle Crassulaceae; è originaria del Messico del nord.

Echeveria purpusorum - Scheda pianta

Echeveria purpusorum infiorescenza

L' Echeveria purpusorum A. Berger è una succulenta appartenente alla famiglia delle Crassulaceae.

Come la maggior parte delle Echeveria è originaria del Messico; proviene dal territorio di Oaxaca.

Pianta Hoya carnosa e Hoya diffuse in coltivazione

Le Hoya più diffuse in coltivazione, più facili da coltivare e trovare in commercio nei vivai sono: Hoya carnosa (e i suoi incroci), Hoya bella (o H. lanceolata), Hoya kerrii, Hoya linearis, più o meno incostantemente si può trovare l'Hoya multiflora (che non ho più da un pò se ne avete talee fatevi avanti!), ultimamente, anche nei vivai generici si trova un Hoya con foglia accartocciate chiamata Hoya compacta che non dovrebbe essere altro che una Hoya carnosa mostruosa, e alcune Hoya con foglie variegate.

hoya carnosa fiore

Hoya carnosa (Brown)
Proviene dalla Cina.

Ha fusti di 2-4 mm e foglie di 10x4 cm, ha un portamento ascendente, rampicante se trova grate, reti o altra vegetazione da scalare. I fiori sono piatti, la corolla è rosa chiaro e la corona è bianca con macchie rosse al centro. Arriva a fare circa 30 fiori per infiorescenza. Essendo in assoluto l'Hoya più diffusa in coltivazione e la prima ad essere portata in Europa ha ricevuto nel corso degli anni diversi nomi e può essere quindi venduta come: Hoya motoskei, H. compacta, H. crassifolia, pianta dai fiori di cera o di porcellana. E' una specie adattabile e facile da coltivare sia al sole che in ombra, ma una buona luminosità incrementa la fioritura.

talee hoya carnosa

hoya bella lanceolata ssp bella fiore

Hoya lanceolata (Wallich ex D. Don)
Proviene da India e Cina.
Ancora in dubbio la corretta identificazione, ma si dovrebbe trattare della più conosciuta Hoya bella o Hoya lanceolata ssp. bella.
Ha fusti di circa 2-3 mm con portamento ricadente e piccole foglie di un paio di cm. Fiorisce in autunno con fiori bianchi piatti con corona rosa scuro, è facile da propagare per talea (avendo i nodi molto ravvicinati, la talea ne includerà 4-5) ma lenta a raggiungere l'età di fioritura.

Hoya bella Hoya lanceolata ssp bella

Hoya kerrii fiore

Hoya kerrii (Craib)
Originaria di una vasta area del sud-est asiatico.

Oggi forse l'Hoya più conosciuta, sicuramente la più ricercata in internet, a causa delle sue belle e resistenti foglie a cuore inserite nella torba e vendute come piantine di san valentino o come soprammobili dalla grande distribuzione in tutto il mondo (Ikea, Leory merlin ecc);

tokyu hands hoya kerii 

leggi il post Pianta grassa a cuore Hoya kerrii per le prime info che ho scritto su questa pianta e i numerosi interessanti commenti degli utenti, se poi ti sei scoraggiato leggi il post Hoya kerrii che produce nuove foglie.
Ha fusti di 5-7mm, con portamento ascendente, rampicante se trova dove ancorarsi. Le foglie hanno un invaginatura all'apice che le conferisce la tipica forma a cuore, misurano al max 15x12 cm, i fiori sono riflessi all'indietro e pubescenti e misurano circa un cm e mezzo, la corolla è bianca/avorio o rosata, la corona è rosso bordeaux. Produce circa 25 fiori per infiorescenza e molto nettare che forma caratteristiche goccioline brillanti agli estremi della corona. Gradisce il pieno sole per uno sviluppo ottimale. Ombra ed eccesso di concimi causano deformazioni alle foglie; ne esistono molte varianti come la variegata o albo marginata, oltre a varianti con sfumature di colore diverso dei fiori. E' una pianta facile da coltivare, mentre le foglie vendute agli innamorati difficilmente producono nuovi fusti, tranne alcune eccezioni, restano immutate per anni sino a che generalmente marciscono o vengono attaccate da funghi.

Hoya kerrii

hoya linearis

Hoya linearis (Wallich ex d. Don)
Originaria dell'India, Nepal, Myanmar e Cina, cresce ad altitudini comprese tra i 1500 e 2000m slm.

Ha fusti di 2 mm, ricadenti, le foglie hanno sezione rotonda e sono coperte da una soffice peluria, misurano circa 5x0,2cm e sono di colore verde chiaro, molto differenti dalle altre specie di Hoya. Il fiore è interamente bianco tranne il centro della corona che ha macchie rosa, ogni infiorescenza porta al massimo 15 fiori.
Cresce bene in appartamento utilizzando un terreno per orchidee, ma tende a perdere le radici quindi non è consigliata ai principianti.

hoya multiflora fiore

Hoya multiflora (Blume)
Cresce in Indonesia, Malaysia, Filippine, Thailandia e Vietnam nelle foreste calde e umide.
I fusti sono di circa 5-7mm con portamento eretto cespuglioso, le foglie non sono per niente succulente, ma comunque rigide, misurano circa 15x5 cm e sono di colore verde scuro. I fiori arrivano ad essere 50 per infiorescenza (… multiflora!), hanno petali rivolti all'indietro di colore bianco e sfumano al giallo verso la punta, la corona è bianca e appuntita verso l'esterno, un fiore dall'aspetto molto aggressivo.
Questa specie è discutibilmente inserita nel genere Hoya, secondo molti dovrebbe appartenere al genere Centrostemma, probabilmente in futuro l'Hoya multiflora verrà suddivisa in alcune sottospecie. E' una pianta facile da coltivare che fiorisce abbondantemente e ripetutamente durante l'anno, cresce bene in ombra parziale e se viene potata regolarmente fiorisce più abbondantemente.

Hoya multiflora thailandia

I riferimenti per questo post provengono oltre che dai miei appunti ed esperienze di coltivazione dal testo "The Genus Hoya - Species & Cultivation" di Andrers Wennstrom & Katarina Stenman.

Crassula cv. Hobbit

crassula ovata hobbit

La Crassula Hobbit  sinonimo Crassula ovata Hobbit o Crassula portulacea Hobbit è un cultivar, quindi una pianta succulenta ottenuta in vivaio e non presente in natura.

La pianta Hoya

la hoya

Monografia sulle piante del Genere Hoya.

Le Hoya sono piante della famiglia delle Asclepiadaceae, come altre piante di questa famiglia hanno coloratissimi fiori a stella molto affascinanti e decorativi.

Crassula ovata Sin. Crassula portulacea

foglie crassula ovata

Scheda coltivazione della pianta succulenta Crassula ovata (Mill.) Druce 1917
Sinonimi: C. portulaca (o portulacea), C. argentea, Jade plant, Money Tree e tanti altri come accade per tutte le piante molto diffuse e conosciute da molti anni.

La Crassula ovata è una delle piante grasse più diffuse, conosciuta in Europa già dalla fine del 1700, originaria del Sud Africa.

Il nome ovata deriva dalla forma delle foglie che somiglia alla sagoma di un uovo.

Cissus cactiformis – C. quadrangularis - Scheda pianta

cissus cactiformis quadrangularis acquisto

Il Cissus cactiformis è spesso nelle collezioni identificato come Cissus quadrangularis, da alcuni sono considerati sinonimi, da altri sono considerate due piante diverse, in realtà il C. quadrangularis dovrebbe avere le foglie più grandi, non carnose e con margine seghettato. E quindi provando a fare ordine la pianta in foto dovrebbe essere C. cactiformis.

E’ una pianta succulenta di cui non è ben chiara la provenienza, il genere Cissus ha circa 350 specie diffuse in regioni tropicali dell’Africa, Asia, Centro e Sud America, Cina.

Appartiene alla famiglia delle Vitaceae.

In coltivazione ai nostri climi per la maggior parte dell’anno si presenta senza foglie come un unico fusto, o con un fusto poco ramificato con sezione… quadrangolare, i fusti più giovani e corti hanno i 4 margini vistosamente ondulati, questa caratteristica si perde totalmente o in parte nei fusti più anziani. Il corpo della pianta è suddiviso in tanti segmenti di circa 10 cm uniti tra loro tramite nodi dai quali la pianta emette una foglia e viticci per sorreggersi. Le foglie hanno tre lobi, misurano circa 2 cm e hanno consistenza leggermente carnosa. Il C. quadrangularis o meglio cactiformis ha crescita molto veloce, in inverno richiede acqua, annaffiature frequenti (rispetto ad altre succulente) altrimenti si disidrata molto, ma acqua in eccesso può farla marcire alla base. In generale va coltivata come le altre succulente non cactacee, dandogli un’occhiata in più in inverno.

Nella foto sotto, a fine inverno, una pianta di C. cactiformis che è stata bagnata poco in inverno.

cissus quadrangularis fusti inverno

Se non viene bagnata, i fusti vigorosi iniziano ad afflosciarsi sino a toccare il terreno, in certi casi si spezzano a livello del nodo.

Tende ad espandersi, radicando nei vasi vicini, il fusto cresce, si piega per il peso (se non trova supporti a cui ancorarsi con i viticci) e appena tocca terra un nodo emette una grossa radice che affonda in breve tempo.

cissus cactiformis crescita

Dando acqua ogni 10 giorni in estate cresce velocissimo e mantiene le foglie e viticci.
Emette le foglie da metà estate e permangono in autunno, almeno questo accade sul mio balcone. Da me non ha mai fiorito, è anche vero che per tenere il vaso ordinato ogni anno taglio e interro i fusti troppo lunghi. Comunque i fiori si formano su infiorescenze a racemo composto, molto simili a quelle della vite da uva, abbastanza insignificanti di colore verde-giallo chiaro, in altre specie con sfumature rosate.

La pianta è probabilmente arrivata nelle nostre collezioni grazie alla produzione su larga scala per estratti medicinali che dovrebbero velocizzare la guarigione di fratture ossee, con proprietà antibatteriche, o inseriti in integratori per gli sportivi e nei prodotti per la perdita di peso e altri.

cissus cactiformis fogliaDa notare un probabile problema tassonomico che potrete approfondire sul sito dell'AIAS in quest'articolo: "Le vicissitudini di Cissus quadrangulus" di G. Lodi,   a parte dividere C. cactiformis da C. quadrangularis pare che il nome corretto di quest’ultimo non dovrebbe essere Cissus quadrangularis attualmente ufficialmente riconosciuto, ma Cissus quadrangulus che quindi non è sinonimo di C. cactiformis come spesso si trova online e sui libri. Inoltre dall’articolo si ricavano differenze morfologiche tra il C. cactiformis e C. quadrangularis, diffusamente ritenuti sinonimi (leggi bene l’articolo).

La moltiplicazione di questa pianta grassa è semplicissima per talea; radica in modo altrettanto facile facendo toccare il suolo ad un nodo della pianta e poi tagliando con lama affilata il collegamento con la madre dopo che la nuova radice è ben salda al terreno.

Gymnocalycium damsii syn anisitsii

Gymnocalicyum anisitsii boccioli formazione Gymnocalycium damsii e Gymnocalycium anisitsii attualmente sono considerati sinonimi. Riuscire ad identificarli con le semplici foto online è molto difficile, e alla fine si rischia di impazzire :), dato che alcuni usano un nome, altri l'altro, ed oltre ad usare nomi diversi le foto rappresentano esemplari diversi, con fiori più o meno rosa tendenti al bianco o bianchi, con forma a cono o a tromba, inoltre esistono varianti del corpo (colore, costolature e polloni) che rendono l'identificazione ancora più difficile.

Anche se le differenze non erano cosi evidenti da lasciare le due specie separate, questo ci avrebbe risparmiato un bel pò di confusione :).
Inoltre il damsii è stato rinvenuto solo in Paraguay, l'anisitsii anche in Bolivia e Brasile... su Wikipedia sono considerati due specie differenti: "... Gymnocalycium anisitsii (K. Schumann) Britton & Rose 1922 (Brasile, Bolivia, Paraguay) ... Gymnocalycium damsii (Paraguay) hanno costolature tubercolate con margini di colore rossastro, i fiori sono di color bianco".
Alcuni hanno aggirato il problema chiamando questa pianta Gymnocalycium anisitsii subsp. damsii (K.Schum.) G.J.Charles.

I problemi nell'identificazione si possono avere anche perchè non sempre gli esemplari ottenuti da fonti non sicure sono puri, io stesso ho fatto produrre semi a questa pianta utilizzando il polline di un Gymnocalycium stenopleurum ed i semi sono germinati proprio in questi giorni, staremo a vedere cosa esce fuori :), l'inverso, polline di damsii sul fiore di stenopleurum non ha prodotto frutti. Il Gymnocalycium è una pianta autosterile quindi sono necessari due esemplari contemporaneamente in fioritura per ottenere i semi.

Gymnocalicyum damsii boccioli formazione Gymnocalicyum anisitsii boccioli
Gymnocalycium damsii fiore Gymnocalicyum anisitsii fiore

Posseggo attualmente due esemplari, abbastanza diversi tra loro oltre che per i fiori, per la forma del corpo e per il fatto che uno di questi produce piccoli cactus figli, polloni, solo debolmente attaccati alla pianta madre, questa variante viene chiamata forma prolifera o proliferum.

Uno all'acquisto era verde chiaro (foto su, destra) e quest'estate si è scurito con sfumature viola (anche se non esposto in pieno sole), l'altro all'acquisto era molto viola ed ora si sta schiarendo anche se i polloni rimangono molto scuri, questo è dovuto probabilmente al differente tipo di trattamento che davano i due vivai.

Hanno corpo globoso che arriva a circa 15 cm di diametro. Superati i 10 anni di età la crescita sembra fermarsi, ma in realtà si può notare un avvicinamento delle areole senza particolare aumento di altezza.

fessura orizzontale Una caratteristica per l'identificazione è il solco netto orizzontale sotto ogni areola, particolarmente visibile negli esemplari giovani.








Gymnocalicyum anisitsii fiore rosaI Gymnocalicyum anisitsii sin. damsi regalano sempre e sin da piccoli fioriture abbondanti, producono boccioli a raffica, quasi continuamente durante la bella stagione;

Gymnocalicyum damsii Essendo una pianta che non raggiunge grandi dimensioni, possono essere utilizzati contenitori piccoli.

E' affascinante come per gli altri Gymnocalycium seguire la lenta maturazione del bocciolo che spunta come una pallina rossa dalla parte superiore delle areole di spine.

bocciolo Gymnocalicyum anisitsii In inverno temono il freddo prolungato, è bene tenerli a temperatura superiore ai 5-10°C sempre con composta asciutta, nelle zone di origine la temperatura minima è superiore ai 15°C.

Riguardo alla terra e all'acqua vale la stessa regola delle altre cactacee anche se si può essere più generosi in quanto è una pianta che beve molto; buon drenaggio e acqua solo quando la terra è secca, in inverno se tenuto a temperature superiori ai 10°C necessita di qualche nebulizzata; per l'esposizione, il sole diretto per molte ore può causare scottature, i miei ricevono circa 2-3 ore di sole diretto, ma sono comunque in posizione luminosa sulla parte del balcone esposta a Nord-Ovest.

La moltiplicazione è facile, dai semi freschi le piantine nascono in 2-3 giorni. Ho provato anche a piantare i polloni che produce il Gymnocalycium damsii proliferum, ed hanno radicato chi più chi meno velocemente, ma sempre senza problemi.

Parassiti e malattie: sono particolarmente soggetti a cocciniglia radicale.

Per le varianti di forma che il Gymnocalycium damsii può avere, alla specie può essere aggiunto:
- proliferum/multiprolifeum
- minima
- centrispinum
- tucavocense
- rotundulum

Fockea edulis

Fockea edulis La Fockea edulis (Thunb.)K. Schum appartiene alle Asclapiadaceae, è originaria del Sud Africa e Namibia; è una pianta rampicante classificata nelle succulente Cudiciformi a causa della grossa radice emergente grigio/argentea che viene chiamata spesso caudex.

Inizialmente avevo identificato la mia Fockea come F. capensis, perchè avevo letto che questa ha le foglie con margini arricciati, e la mia, sui rami più anziani aveva iniziato a produrre foglie arricciate, ma in realtà posseggo una Fockea edulis, in quanto anch'essa ha foglie con margini arricciati, un pò meno della capensis.

Ne esistono una decina di specie, simili tra loro, le differenze sono principalmente nelle foglie più o meno arricciate o lisce e allungate, e nel cadeaux che può essere più o meno ruvido.

Tra le caudiciformi è senza dubbio la più resistente e facile da coltivare. In inverno in climi freddi se tenuta all'esterno perde le foglie, che in autunno iniziano ad ingiallire quasi contemporaneamente per poi cadere.

Alla temperatura di circa 10 gradi mantiene le foglie anche in inverno, ma la crescita si ferma comunque. La temperatura minima consigliata è 10 C°, ma rimane in vita anche a 4-5 C° e può resistere a brevi e sporadiche gelate. Nel centro Italia in serra o in balcone mantiene la maggior parte delle foglie anche in inverno.

Negli anni ho assistito a tre diversi mutamenti invernali, in base a dove veniva posizionata:
- All'esterno: mantenuta completamente a secco perdeva tutte le foglie con l'arrivo dell'autunno, come le piante a foglie caduche, invece se bagnata molto sporadicamente e tenuta un pò riparata ne manteneva buona parte.
- Nella parte più fredda della casa: vicino ad una finestra, iniziava a perdere le foglie per mantenerne solo 4-5, con l'attivazione dei termosifoni, aveva un abbozzo di ripresa vegetativa, ma dopo aver fatto qualche timida foglia si fermava.
- In bagno con una temperatura di circa 20 C°: ha mantenuto le foglie tutto l'inverno; sporadicamente qualche foglia diventa gialla cadeva (nell'ultimo inverno ne sono cadute meno di una decina).

In autunno si può potare, dai tagli esce un lattice bianco come le euphorbiaceae. Non l'ho mai potata volontariamente, negli ultimi due inverni è sempre rimasta sul davanzale in bagno, e due volte a causa di ventate improvvise e successivo spalancarsi della finestra la pianta è caduta con tutto il vaso auto potandosi... in entrambi i casi non sembra aver sofferto, anche se l'ultima volta il caudice si è ferito ed ho avuto un pò di paura, ma non l'ho innaffiata sino all'inizio della primavera e si è ripresa alla grande.

Se si taglia un ramo durante la fase vegetativa, la Fockea emette prontamente nuovi germogli.

Foglie Fockea edulis Le foglie sono di colore verde scuro, accoppiate, con margini ondulati alcune più altre meno sino ad essere quasi lisce.

Il cadeaux (caudex o caudice) si accresce con il passare degli anni, sia quello esterno, che la parte sotto terra, in natura è quasi completamente sommerso, per comodità e per estetica i collezionisti tendono a tenerlo scoperto.

fockea edulis cadeaux Per avere un ingrossamento maggiore del caudice lo si può interrare, ma è preferibile farlo nella stagione vegetativa, perchè essendo soggetta a marciume, durante l'inverno potrebbe non resistere anche solo per minimi ristagni d'acqua, mentre nella bella stagione i ristagni saranno più difficili dato che è una pianta che beve molto (il molto è sempre riferito alle succulente). Chi mi segue sa che mi piace fare prove ed esperimenti, riguardo la Fockea ho trovato questo interessante Post che consiglio di leggere a chi fosse interessato a forzare lo sviluppo del cadeaux; ho provato con una giovane pianta a coltivarla da subito con il caudice sommerso ed in effetti la crescita è stata molto maggiore rispetto alla mia prima pianta che ho sempre coltivato con il caudex fuori terra.

Il terreno deve essere comunque ben drenato e con alta percentuale di inerti, anche se gradisce un terreno più ricco. La mia Fockea edulis è in una composta ad alta percentuale di sabbia, circa 40% sabbia, 10%lapillo, 50% terra e torba; ma si adatta bene anche ad altre composte più o meno minerali.

E' bene utilizzare vasi abbastanza capienti, sia in altezza che in diametro per permettere un buono sviluppo del caudice.

La crescita vegetativa inizia con l'arrivo della primavera e per chi la tiene in casa è bene portarla all'esterno, inizialmente la crescita è timida, ma comunque attiva. Nei mesi più caldi, in particolare agosto, la crescita è sorprendente, quasi a vista d'occhio da un giorno all'altro si attorciglia e percorre diversi cm sui fusti/rami delle piante vicine. La chioma si infoltisce molto e in totale i rami possono misurare diversi metri.
Quando è all'esterno, le concedo solo 2-3 ore di sole, mantenendola esposta a Nord, ma ho provato a tenere altre piante di Fockea comprate successivamente, in serra e in balcone con più sole e stanno benissimo!

fockea primavera Fockea edulis inizio estate fockea edulis cadeaux inizio estate
In primavera appena posizionata all'esterno, ha una chioma misera dovuta anche ad incidenti di percorso... ma poco dopo, all'inizio dell'estate, la foto è del 7 giugno, la crescita è già molto attiva. Il cadeaux appare rigonfiato all'inizio dell'estate in seguito alle prime abbondanti annaffiature.


Per le innaffiature dovrete regolarvi in base al cadeaux, se la terra è secca da molti giorni ed appare rammollito è il tempo di bagnare, se la pianta è in piena fase vegetativa gradisce frequenti annaffiature e consuma velocemente l'acqua somministrata, ma se lasciata a secco (anche per un mese) non soffre per niente. Se è stata tenuta al freddo in inverno e non ha più le foglie, iniziare a nebulizzare e bagnare con cautela ed aumentare la quantità d'acqua solo proporzionalmente alla crescita di nuove foglie e rami; vale sempre la regola di lasciar asciugare il terreno prima di bagnare nuovamente.

Fockea edulis germoglio Una pianta in piena salute, in fase vegetativa è piena di foglie, ha numerosi nuovi germogli ed il cadeaux è di consistenza solida.

Concimazioni non ne ha avute mai, ma volendo si può somministrare sempre a dosi minime un concime per piante verdi.

fockea edulis rami ingarbugliati

Ho ritenuto indispensabile dopo la prima stagione vegetativa dall'acquisto, inserire un supporto nel vaso, inizialmente una bacchetta di una trentina di cm, che è bastata anche per l'anno successivo (dopo che tenuta all'esterno ha perso foglie e parte dei rami), l'anno successivo ho usato un fil di ferro piegato a ferro di cavallo, questo è bastato per i due anni successivi nei quali attorcigliavo i fusti anche in più giri. Quest'anno ho inserito un secondo filo a U a croce con il primo, e come si vede in foto è stato subito invaso dalla pianta. Quest'inverno staremo a vedere, non ho ancora deciso se lasciarla fuori o riportarla in casa...

Bisogna fare attenzione quando si inseriscono i supporti, per evitare di trafiggere parti radicali sotterranee, la cosa migliore sarebbe di inserire i supporti durante il rinvaso.

Fiorisce alla fine dell'estate, non ha mai fiorito (quest'anno sono ancora in attesa) forse a causa dei continui stress (cadute, sbalzi di temperatura, rinvasi) subiti negli anni, probabilmente lasciandola fuori la prossima estate fiorirà.
I fiori sono a stella, i petali verde chiaro, ricurvi all'apice, con stami e pistilli bianchi.

La moltiplicazione è possibile per semina e per talea, ma non ho esperienze a riguardo. Esistono piante femminili e maschili.

Malattie: è abbastanza resistente ai parassiti, da me non è mai stata attaccata, solo qualche afide giallo si è posizionato su due nuovi germogli, ma senza il mio intervento dopo breve tempo non c'era più traccia di parassiti. Teme ristagni idrici, in particolare durante il riposo invernale.

Un sinonimo di Fockea edulis è Fockea Cylindrica e anche F. glabra, altre specie diffuse sono la F. capensis sinonimo di F. crispa, che è una variante della F. edulis con foglie più arricciate, F. multiflora (ha foglie più grandi), la F. comaru ( la camura non ho capito bene se è a se stante o se è sinonimo, ma le foglie sono simili) e la Fockea angustifolia che dovrebbe avere come sinonimi F. dammarana e Fockea lugardii (questa come la comaru ha foglie più allungate e appuntite con margini lisci); comunque quella maggiormente diffusa e che probabilmente troverete più spesso in vendita è la Fockea edulis.

Ceropegia woodii - Asclepiadaceae

La Ceropegia woodii è una succulenta appartenente alla famiglia delle Asclepiadaceae che comprende migliaia di specie molto differenti tra loro (ad es. Hoya, Caralluma, Huernia, Stapelia,).
Il Genere Ceropegia comprende circa 200 specie originarie dell'Africa, isole asiatiche e Canarie; la C. woodii è una pianta strisciante, tappezzante grazie alla possibilità di generare nuove piante dagli internodi dei fusti a contatto con il terreno.

Ceropegia woodii foglie cuore Le foglie: carnose, spesse e pesanti rispetto ai fusti, hanno forma di cuore, con la faccia superiore piatta o leggermente concava e quella inferiore bombata, sono piccole 1-3 cm, di un colore verde scuro poco brillante, hanno venature bianche (a volte molto estese) e sulla pagina inferiore il margine ha una sfumatura bordeaux.
Le foglie della Ceropergia woodii spuntano opposte, a coppie da internodi distanti 10-20 cm l'uno dall'altro.

Ceropegia woodii foglie cuore vaso I fusti: sono molto sottili, lunghi anche qualche metro e molto fragili. Partono da tuberi (utilizzabili per innestare altre Asclepiadaceae ). Con il crescere della pianta, gli internodi più vecchi si gonfiano come a creare dei piccoli tuberi.

I fiori: sono molto particolari, a forma di calice con un rigonfiamento tondeggiante verso il picciolo e una "gabbia" o "corona", formata dai petali scuri fusi all'apice.
I ‏fiori di questa pianta grassa hanno un colore viola intenso tendente al nero.

La Temperatura: La Ceropegia woodii teme il freddo invernale. La temperatura non deve scendere sotto i 5-10°C, in inverno è bene tenerla in appartamento in posizione soleggiata (o a limite in serra fredda se il clima invernale è mite), la cosa migliore sarebbe una serra temperata in modo da offrire anche una certa umidità nell'aria, che comunque non deve essere eccessiva.
Durante la bella stagione può essere portata all'esterno in modo da ricevere più luce, sconsiglio il sole estivo diretto per molte ore consecutive se non filtrato, la mia è esposta a nord con 2 ore di sole diretto.

Ceropegia_woodii_fiori_foglie Le innaffiature: nebulizzo questa succulenta al mattino o la sera, con acqua distillata (per evitare a lungo andare di soffocare e sporcare le foglie con depositi di calcare, abbondante nell'acqua di Roma).
Tenendo la Ceropegia woodii in un vaso di coccio con il caldo di questo giugno sto bagnando una volta ogni 5 giorni la sera. In ogni caso, bagnare solo quando la terra superficiale è secca. La pianta gradisce l'acqua calcarea di questa zona.

Il rinvaso: l'ho rinvasata così come mi è stata venduta, con il tubero appena appoggiato al terreno, aggiungendo una composta 50% terra e torba, 30% lapillo, 10% vermiculite, 10% sabbia calcarea.

Ceropegia woodii acquisto La moltiplicazione: per riprodurre la Ceropegia si possono fare delle talee, (dopo l'acquisto, sbrogliando i rami, mi sono accorto che molti erano spezzati, ho provato a piantarli e sono tutti radicati), la moltiplicazione per talea sembra facile.
Oppure si possono separare e ripiantare i tuberi che si sono formati dai nodi dei fusti che toccano il terreno.
Per la semina non ho informazioni, nessun fiore della mia pianta ha dato frutti.

Parassiti e malattie: può essere attaccata da ragnetto rosso, e teme ristagni idrici essendo facilmente soggetta a marciume radicale, per evitarlo, se si tiene la Ceropegia woodii in ambiente un pò umido, ridurre le annaffiature.
Dopo averla tenuta molto tempo vicino quasi a contatto ad un glicine che è poi risultato infestato da cocciniglia ed afidi, la Ceropegia woodii non è stata toccata da questi parassiti.

Mammillaria zeilmanniana

La Mammillaria zeilmanniana è una cactacea del Messico centrale, individuata prevalentemente nella zona di Guanajuato ad un'altitudine di quasi 2000 metri.Mammillaria zeilmanniana-fiori 2008-

Qui puoi vedere la mappa di distribuzione nel suo habitat.

La forma è globosa con tendenza ad allungarsi, ma rimane tozza con un'altezza massima di circa 8 cm e un diametro di 5 cm.

Ha 13-20 spine radiali bianche e 3-4 spine centrali più scure, di cui 2-3 verso l'alto (parallele al corpo della pianta) dritte e 1 centrale uncinata (perpendicolare alla pianta).
spine-mammillaria-zeilmanniana
La crescita è relativamente veloce.

Ama terreni calcarei ma ricchi, in inverno è abbastanza resistente al freddo (a Roma la tengo fuori tutto l'anno, e nel periodo vegetativo gradisce più di altre piante l'acqua calcarea del rubinetto).

Come sempre il terreno deve essere ben drenato con argilla espansa sul fondo del vaso e circa il 50% di inerti (lapillo, pomice) nella composta.
Vale sempre la regola delle altre cactacee di bagnare solo quando la terra è asciutta e solo nel periodo vegetativo (da metà aprile ad ottobre).

L'esposizione ottimale per la M. zeilmanniana è a sud, anche al sole diretto o con luce leggermente filtrata. Se tenuta con poca luce (ad es in casa) tende a filare.

Gli esemplari giovani sono solitari, ma crescendo generano diversi polloni e formano presto un gruppo folto di piante. Essendo molto cespitosa da una pianta nel giro di pochi anni avrete decine di teste pronte a fiorire.

Mammillaria-zeilmanniana-stranepiante-2-IMG_0887
I fiori sono numerosi, rosa intenso/fucsia, con stami gialli.
Le fioriture sono sempre generose, anche piante di piccole dimensioni si riempiono di fiori, questo ha contribuito a diffonderla molto anche tra i principianti; i fiori spuntano formando una corona nei 4/5 superiori del corpo della pianta. Dopo che è sbocciato e sfiorito il primo cerchio di fiori generalmente ce n'è un altro pronto ad aprirsi e la fioritura può ripetersi per tutta la bella stagione. Fiore-rosa-mammillaria-zeilmanniana
La fioritura dura circa una settimana e in piante adulte è molto suggestiva.

I frutti sono dello stesso colore dei fiori o poco più scuri, lunghi circa 1 cm e larghi circa 4mm, ma essendo autosterile dovrete avere un altro esemplare per ottenerli.

La concimazione può essere effettuata con concime liquido secondo le indicazioni del produttore, durante il periodo di crescita; personalmente uso raramente i concimi e sempre in metà dose rispetto a quanto riportato in etichetta, la pianta nelle foto non è mai stata concimata.

Un nome originale con cui viene chiamata è "puntaspilli rosa", in inglese: Rose Pincushion Cactus.

Mammillaria zeilmanniana-fiori 2008
La Mammillaria zeilmanniana delle foto è entrata nel mio balcone a marzo 2007, aveva solo tre teste, dopo la fioritura, a settembre-ottobre 2007 sono spuntate e cresciute le altre; i primi giorni di maggio 2008 si è riempita di boccioli che l'11 si sono aperti contemporaneamente. Il 20 giugno si sono aperti i primi fiori della seconda fioritura.

Esistite nella variante a fiori bianchi (Mammillaria zeilmanniana "albiflora", un cultivar), ma la più diffusa è quella a fiori fucsia.

La moltiplicazione della Mammillaria è facile sia per seme che per divisione dei polloni, che devono essere tagliati alla base con una lama affilata e disinfettata, lasciati a cicatrizzare per una decina di giorni, ed appoggiati su un nuovo terreno senza bagnare per il primo mese.
Per la semina si possono seguire le indicazioni presenti negli altri miei post. La germinabilità dei semi è generalmente alta e le piantine raggiungono facilmente la fioritura.

Malattie e parassiti possono attaccare la pianta, marciume radicale e cocciniglia sono i più frequenti e temuti, ma se la pianta è tenuta bene, senza eccesso d'acqua, la Mammillaria zeilmanniana rimane una pianta facile da coltivare.