Euroflora 21 Aprile - 1 Maggio 2011 - Genova

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La più prestigiosa e monumentale mostra europea quinquennale di fiori e piante giunge alla sua decima edizione, dopo aver raccolto più di 4 milioni di visitatori nelle edizioni precedenti!

mappa euroflora 2011 genova planimetria esposizione piante

Euroflora a Genova!

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Euroflora nacque ispirandosi alle celebri floralies di Gand. L’idea balenò al presidente della Fiera di Genova Carlo Pastorino che a metà degli anni Sessanta scommise sul futuro della rassegna.

0010_375x375 000023 Euroflora 2011Oltre ai rinomati espositori italiani, quest'anno sarà ancora più ricca la presenza di espositori provenienti da ogni parte del mondo con le proprie rarità botaniche e composizioni.

0007_375x375 Reg  SARDEGNA  (6) Euroflora 2011
Quest’anno rinnovato Il Mercato verde e la zona shopping:
”Per tutti coloro che desiderano portare a casa un “pezzo” di Euroflora, sarà sufficiente recarsi al Mercato Verde per acquistare piante e fiori direttamente dai produttori. Sarà un mercato completamente nuovo nella progettazione: una prospettiva di piante e fiori che correrà lungo tutto il padiglione C superiore a rappresentare i grandi mercati dei fiori di ispirazione europea e un forte impatto visivo, con grandi campiture di colore visibili nettamente dalla galleria superiore. Dedicato agli acquisti anche il settore Shopping, nella galleria del Padiglione C, con prodotti di artigianato, prodotti tipici regionali e proposte per il benessere della persona.”

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Orari e prezzi
orari: da giovedì 21 aprile a domenica 1° maggio, dalle 08.00 alle 23.00; chiusura casse:  ore 22.00

Biglietto intero è di 20,00 €

Biglietto ridotto dopo le ore 18.00 16,00 €.

Ingresso gratuito per i bambini fino a 5 anni

Biglietto ridotto per i ragazzi di età compresa tra i 6 ed i 14 anni è di 10,00 €.
Previste riduzioni per mutilati, invalidi e militari muniti di apposito documento di riconoscimento in qualsiasi ora della giornata, che potranno entrare ad un costo di 16,00 €.

Per le comitive composte da almeno 30 persone con ingresso in gruppo i biglietti sono in vendita presso le biglietterie della Fiera di Genova durante la manifestazione (prezzo a persona, valido in qualsiasi ora della giornata): € 18,00
Agevolazioni anche per le visite di scuole elementari e medie per ciascun alunno 10,00 € (accesso gratuito per i due accompagnatori).

Prevendita disponibile presso agenzie, rivenditori autorizzati, sito internet www.euroflora2011.it (dal 01/02/2011 sino al 20/04/2011), diritti di prevendita inclusi  € 20,00. 

Prevendita anche presso gli uffici della Fiera di Genova in piazzale Kennedy 1 (dal 25/02/2011 sino all’08/04/2011):  € 18,00 – giorni lavorativi, orario: dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30.

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In concomitanza con la 10^ edizione di Euroflora, "Guide Genova" propone alcuni interessanti itinerari alla scoperta del capoluogo ligure e di suggestivi scorci costieri:

Città vecchia
Una visita al centro storico per scoprire il fascino degli antichi "caruggi" e dei grandi atrii rinascimentali, luminosi e inaspettatamente verdi. La visita raggiunge alcuni dei monumenti principali tra i quali il Porto Antico, la cattedrale, la medioevale P.zza San Matteo e Via Garibaldi con visita ai giardini di palazzo Tursi e Palazzo Lomellino.

La Riviera
Con partenza da Genova, questo itinerario raggiunge la famosa Riviera di Levante attraverso la strada panoramica: Corso Italia e Ruta. Giunti a Santa Margherita Ligure, splendido borgo di pescatori, se ne visitano le stradine e il parco di Villa Durazzo. Di qui si parte per Portofino, il villaggio più famoso della costa e, per chi ama camminare, è possibile arrivare sino al faro a piedi con una passeggiata attraverso la straordinaria natura del monte di Portofino. L'alternativa al borgo di Portofino può essere la bella Abbazia della Cervara col suo giardino all'italiana e l'incredibile glicine pluricentenario.

La città e i suoi parchi
Una breve visita al centro storico dalla cattedrale medioevale, all'antica sede del governo cittadino - Palazzo Ducale. Dal centro si procede poi in bus verso Pegli, quartiere a ponente della città, per visitare lo storico parco e giardino della Villa Pallavicini, straordinario esempio di parco ottocentesco pensato come scenografia e luogo d'intrattenimento.

La città e le rose
Partendo dal centro storico e passando dalla cattedrale di San Lorenzo, all'antica sede del governo cittadino - Palazzo Ducale - e alla bella P.zza San Matteo. Dal centro si procede poi verso Nervi, un tempo borgo di pescatori, bella zona residenziale della città col la sua tipica passeggiata a strapiombo sul mare e una serie di parchi all'interno dei quali si può visitare lo storico roseto.

Per maggiori informazioni su costi e durata degli itinerari proposti da Guide Genova tel. +39 0102472569; www.guidegenova.com

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Per maggiori informazioni Visita il sito ufficiale Euroflora2011

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Primavera alla Landriana 22-25 Aprile 2011 – Ardea (Rm)

Torna con la sua sedicesima edizione la mostra mercato primaverile per amanti del giardinaggio ai Giardini della Landriana.

Quest’anno in coincidenza delle festività di Pasqua il litorale romano sarà più fiorito del solito!
Visiterò la mostra venerdì o sabato, non mancate!

Come gli altri anni saranno presenti interessanti opportunità di incontro per i cactofili, diversi espositori dedicati e lo stand AIAS.

Orario di apertura: 10.00/19.00
Biglietto ingresso mostra mercato:
Intero euro 6,00
Ridotto euro 2,00 (dai 9 ai 12 anni e oltre i 70 anni)
Gratuiti fino agli 8 anni
Biglietto ingresso mostra mercato + visita guidata ai giardini:
Intero euro 10,00
Ridotto euro 6,00 (dai 9 ai 12 anni e oltre i 70 anni)
Gratuiti fino agli 8 anni

I Giardini della Landriana si trovano a circa 45 km a sud dal centro di Roma, in località Campo di Carne 51 – Tor San Lorenzo Ardea (RM).

Google Map:

Visualizza Giardini della Landriana in una mappa di dimensioni maggiori

XXIII Mostra del Narciso – Fino al 22 Aprile 2011 - Monte Porzio Catone (Rm)

Narciso StranepianteIn questo periodo come tutti gli anni dal 1983 è possibile ammirare le splendide fioriture di oltre 700 tra specie e varietà di narcisi della collezione del Dr. J. Shejbal.

La  mostra si tiene nel Vivaio di Floriana Bulbose a Monte Porzio Catone ad una trentina di km a sud dal centro di Roma.

Non c’è biglietto di ingresso e sarà possibile acquistare piante e bulbi direttamente in vivaio.

Necessario concordare la visita preventivamente chiamando il numero 069447769

Proverò a farci un salto oggi o domani se il tempo lo permette!

Per maggiori informazioni Visita il sito ufficiale.

 [Aggiornamento] Sono passato a vedere le bellissime fioriture dei narcisi e tulipani nel giardino del Dr. Shejbal, che ci ha guidato per un oretta spiegandoci la storia del Narciso e istruendoci sui vari incroci che hanno portato oggi ad avere così tante varietà di Narciso rendendo la visita ancora più affascinante. sfortunatamente non è stato possibile comprare bulbi in quanto erano "in giro" per manifestazioni.

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Potager Royal - Orti e frutteti nei Giardini della Reggia di Venaria (TO)

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Da oggi 16 aprile è partita un’interessante iniziativa nei giardini del Potager Royal, a nord di Torino.

Rendering-nuovo-potager3“Si tratta di 10 ettari di orti e frutteti coltivati con migliaia di ortaggi e cereali tipici del territorio dove sarà possibile scoprire l’arte del paesaggio e i sapori d’Italia!

veduta aerea giardiniGli spazi di quello che è il più grande Potager d’Italia sono stati realizzati secondo i principi dell’agroecologia, un modello unico nel suo genere, con scopi ricreativi, estetici, educativi, storici, gastronomici.

L’orto è stato progettato con un’alternanza di spazi a prato, ortaggi e a colture estensive, alternati a giochi d’acqua e spazi coperti, in grado di poter far vivere ai visitatori la suggestione e la meraviglia di questo spazio.

Rendering-nuovo-potager2Il frutteto, delimitato da viali, presenta una collezione frutticola caratterizzata da una selezione delle principali specie antiche piemontesi. Le varietà degli alberi da frutto selezionati, mantengono la filosofia generale del progetto utilizzando delle specie autoctone di drupacee (pesco, susino, albicocco, ciliegio) e pomacee (pero, melo). Il disegno del frutteto, ha previsto la messa a dimora di più di 1700 piante!

I visitatori potranno esplorare questa superficie di verde, attraverso percorsi di visita botanici, culturali e gastronomici, laboratori di educazione sensoriale, orticoltura, tecniche di cucina e degustazione dei prodotti dell’orto e dei piatti delle cucine regionali italiane.

Rendering-nuovo-potager5 saranno le aree attrezzate per le attività permanenti che permetteranno di apprezzare gli orti e i frutteti decorativi: l’orto-giardino, l’apiario, il semenzaio, il compostaggio e il noccioleto!

Tanti anche gli appuntamenti proposti che rappresentano un viaggio verso la conoscenza, attraverso i sensi, degli orti della Venaria: dall'“assaggio” di alcune tecniche di coltivazione all'“assaggio” di alcune tecniche di cucina per la trasformazione dei prodotti della terra, passando attraverso un incontro dedicato alla palestra dei sensi, che verranno messi alla prova ed esercitati con l'assaggio dei prodotti ortofrutticoli, e un altro dedicato alle scelte alimentari quotidiane.
4 quindi le tematiche proposte: Orticoltura, Educazione sensoriale, Spesa quotidiana e Tecniche di cucina.
Non mancheranno poi gli appuntamenti per le famiglie e per le scuole!

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Prenotazioni: tel. +39 011 4992333

Ingresso Reggia + mostra 22 euro

 

 

Per maggiori informazioni Visita il sito ufficiale.

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Cissus cactiformis – C. quadrangularis - Scheda pianta

cissus cactiformis quadrangularis acquisto

Il Cissus cactiformis è spesso nelle collezioni identificato come Cissus quadrangularis, da alcuni sono considerati sinonimi, da altri sono considerate due piante diverse, in realtà il C. quadrangularis dovrebbe avere le foglie più grandi, non carnose e con margine seghettato. E quindi provando a fare ordine la pianta in foto dovrebbe essere C. cactiformis.

E’ una pianta succulenta di cui non è ben chiara la provenienza, il genere Cissus ha circa 350 specie diffuse in regioni tropicali dell’Africa, Asia, Centro e Sud America, Cina.

Appartiene alla famiglia delle Vitaceae.

In coltivazione ai nostri climi per la maggior parte dell’anno si presenta senza foglie come un unico fusto, o con un fusto poco ramificato con sezione… quadrangolare, i fusti più giovani e corti hanno i 4 margini vistosamente ondulati, questa caratteristica si perde totalmente o in parte nei fusti più anziani. Il corpo della pianta è suddiviso in tanti segmenti di circa 10 cm uniti tra loro tramite nodi dai quali la pianta emette una foglia e viticci per sorreggersi. Le foglie hanno tre lobi, misurano circa 2 cm e hanno consistenza leggermente carnosa. Il C. quadrangularis o meglio cactiformis ha crescita molto veloce, in inverno richiede acqua, annaffiature frequenti (rispetto ad altre succulente) altrimenti si disidrata molto, ma acqua in eccesso può farla marcire alla base. In generale va coltivata come le altre succulente non cactacee, dandogli un’occhiata in più in inverno.

Nella foto sotto, a fine inverno, una pianta di C. cactiformis che è stata bagnata poco in inverno.

cissus quadrangularis fusti inverno

Se non viene bagnata, i fusti vigorosi iniziano ad afflosciarsi sino a toccare il terreno, in certi casi si spezzano a livello del nodo.

Tende ad espandersi, radicando nei vasi vicini, il fusto cresce, si piega per il peso (se non trova supporti a cui ancorarsi con i viticci) e appena tocca terra un nodo emette una grossa radice che affonda in breve tempo.

cissus cactiformis crescita

Dando acqua ogni 10 giorni in estate cresce velocissimo e mantiene le foglie e viticci.
Emette le foglie da metà estate e permangono in autunno, almeno questo accade sul mio balcone. Da me non ha mai fiorito, è anche vero che per tenere il vaso ordinato ogni anno taglio e interro i fusti troppo lunghi. Comunque i fiori si formano su infiorescenze a racemo composto, molto simili a quelle della vite da uva, abbastanza insignificanti di colore verde-giallo chiaro, in altre specie con sfumature rosate.

La pianta è probabilmente arrivata nelle nostre collezioni grazie alla produzione su larga scala per estratti medicinali che dovrebbero velocizzare la guarigione di fratture ossee, con proprietà antibatteriche, o inseriti in integratori per gli sportivi e nei prodotti per la perdita di peso e altri.

cissus cactiformis fogliaDa notare un probabile problema tassonomico che potrete approfondire sul sito dell'AIAS in quest'articolo: "Le vicissitudini di Cissus quadrangulus" di G. Lodi,   a parte dividere C. cactiformis da C. quadrangularis pare che il nome corretto di quest’ultimo non dovrebbe essere Cissus quadrangularis attualmente ufficialmente riconosciuto, ma Cissus quadrangulus che quindi non è sinonimo di C. cactiformis come spesso si trova online e sui libri. Inoltre dall’articolo si ricavano differenze morfologiche tra il C. cactiformis e C. quadrangularis, diffusamente ritenuti sinonimi (leggi bene l’articolo).

La moltiplicazione di questa pianta grassa è semplicissima per talea; radica in modo altrettanto facile facendo toccare il suolo ad un nodo della pianta e poi tagliando con lama affilata il collegamento con la madre dopo che la nuova radice è ben salda al terreno.

Stranepiante compie 3 anni, io 30! Auguri!

Auguri a Stranpiante per il suo 3° anno di blog 24-02-2011, mentre oggi ne compio 30, traguardo importante! un sito che arriva a 3 anni è considerato dai motori di ricerca abbastanza anziano per essere rilevante, un uomo che raggiunge i 30 qualche migliaio di anni fa sarebbe stato ormai vicino alla morte, al giorno d’oggi inizia appena a sentire il peso degli anni… e a rendersi conto di non essere immortale… haimè.. ma raccoglie i frutti di ciò che ha seminato e innaffiato col sudore nel suo primo terzo, volendo essere molto positivi quarto, di vita :D.

Stamattina mi hanno fatto trovare l’album con le foto dei miei primi 3 anni di vita, vedermi, vedere i miei cari e le persone che purtroppo non ci sono più mi ha commosso.

Mille Grazie come sempre ai visitatori del blog e agli amici che mi seguono.. o che ci provano :)

In questo III anno il blog Stranepiante ha attirato ancora più utenti degli anni precedenti, dal 24-02-2010 al 24-02-2011:

95867 visite

244383 pagine visualizzate

78009 visitatori unici assoluti

2:38 minuti il tempo medio delle visite, con una media di 2,55 pagine a visita.

504 è stato il massimo delle visite in un solo giorno e 1399 è il massimo di pagine visualizzate in un solo giorno.

Gli utenti tornati almeno tre volte con un massimo di 200 volte sono stati 10725, con un picco di 2247 visitatori tornati tra 9 e 25 volte, questi e quelli che ritornano ancora più spesso sono quelli che ringrazio di più essendo quelli che ritengono il blog interessante tanto da tornarci circa una volta al mese.

Quest’anno data la crescente diffusione dei dispositivi mobili che navigano in internet, nonostante il blog non sia ottimizzato per tali dispositivi, ha ricevuto 900 visite da cellulari.

Anche quest’anno il grosso delle visite proviene dall'Italia, ma ringrazio nuovamente anche i visitatori stranieri:

700 Svizzeri

447 Tedeschi

327 Spagnoli

319 Americani

269 Francesi

Le pagine più lette sono più o meno sempre le stesse con qualche new entry. Il post più rilevante di quest’ultimo anno è stato: Ragnetto rosso - Tetranychus urticae.

Tirando le somme di quest’anno, non ci si può lamentare, il blog riceve sempre più visite, la mia esperienza e capacità di mantenere in vita le piante è sempre maggiore, ho quasi realizzato uno dei miei sogni, la costruzione di una vera serra (per l’altro grande sogno: costruire una casa con cascata e fiume che attraversa il salone, c’è ancora tempo :D),  ma cosa che mi rende più felice sono i successi professionali, e l’apprezzamento del mio lavoro che tra ore di studio privato, ospedale, tempo dedicato ai congressi, corsi e studio sui libri occupa il 90 % della mia vita.

Intanto coccolo il mio unico capello bianco spuntato proprio sopra la fronte illudendomi che i pazienti smettano di chiedermi quanti anni ho dandomene ancora tra i 23 e i 26… tra 30 anni rimpiangerò di averlo detto :D.

Ledebouria socialis o Ledebouria pauciflora? Scilla?

Scilla violacea Ledebouria pauciflora

Da diversi anni ho una pianta bulbosa dalle foglie leopardate succulente che all’acquisto presentava la pagina inferiore delle foglie di colore violaceo, pagina superiore delle foglie argentata con macchie tondeggianti irregolari di colore verde, molto abbondanti. Identificata e descritta come Scilla violacea sin. Ledebouria socialis anche perchè così era cartellinata all’Orto Botanico di Amsterdam (foto sotto).

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Da meno tempo ne ho un’altra, molto simile ma con foglie più sottili e lanceolate, con  pagina inferiore delle foglie viola intenso/marrone e pagina superiore argentata con macchie verde scuro di forma allungata in senso orizzontale diverse dalla prima pianta e meno abbondanti. Entrambe risultavano avere secondo alcune fonti lo stesso nome, secondo altre nomi diversi, e cercando le foto in internet per ogni nome comparivano entrambe le piante… la cosa mi faceva storcere il naso, volevo trovare il nome giusto, ma allo stesso tempo non volevo sbagliare affidandomi al primo sito che trattava le due piante… questa seconda l’ho cercata per vari anni, appunto per vederne le differenze dal vivo e per escludere che le immagini diverse trovate in internet fossero solo dovute ad una diversa esposizione e tecnica di coltivazione. Per rendere la cosa più complessa, la mia prima pianta è entrata in casa con retro delle foglie violacee e pellicola esterna dei bulbi viola scuro, foglie larghe circa 1,5-2 cm e lunghe una decina di cm, dopo anni di coltivazione appare con la pagina inferiore delle foglie completamente verde chiaro, bulbi con sfumature viola e foglie più compatte e corte con macchie più fitte e piccole.

scilla pauciflora scilla violacea
Ledebouria pauciflora forse Ledebouria violacea

Per i succulentofili l’identificazione delle piante è spesso complicata, il primo tra tutti i problemi è dovuto ai grandi produttori che mettendo in commercio piante, non sempre le chiamano con il giusto nome! altre volte il problema è alla base, non ci sono studi ufficiali che identificano correttamente una pianta (come sembrerebbe in questo caso) e quindi tale pianta viene diffusa, scambiata e commercializzata con nomi di fantasia o con il nome della pianta a lei più simile riconosciuta ufficialmente.

Dopo un pò di ricerche avevo stabilito che la prima pianta (a sinistra nelle foto) fosse una Scilla violacea Sin Ledebouria socialis, mentre quella che non avevo ancora fosse la Ledebouria pauciflora.

In un secondo momento dopo aver ottenuto la seconda pianta, confrontandole decisi di invertire i nomi, ma non ne ero molto convito perchè non trovavo informazioni accurate sulla Ledebouria pauciflora, quindi continuai a cercare info, sino a che in una serie di siti che ritengo più affidabili (zipcodezoo.com, homolaicus.com, pacificbulbsociety.org ) trovai che in effetti la Ledebouria pauciflora non è un nome riconosciuto ufficialmente, e non esistono pubblicazioni a riguardo.

Mentre la Ledebouria socialis (Baker) sin. Ledebouria violacea (Silver squill) è stata trattata in: Jessop in Journ. S. Afr. Bot. xxxvi. 253 (1970).

Ledebouria socialis

Sotto Ledebouria socialis venivano raggruppate le foto di piante simili alle mie due… e sotto Ledebouria pauciflora le foto di piante con fenotipo ancora differente.

Infine la Ledebouria è stata separata dalle Scilla che quindi non è più il nome corretto.

Quindi sembrerebbe che “scientificamente” le due piante sono la stessa, in realta sono molto differenti e ci vorrebbe uno studio ufficialmente riconosciuto più approfondito (se già c’è stato, non sono riuscito a trovarlo, se lo conoscete, fatemi sapere!!!).

So che quello che ho scritto sembra assurdo, specialmente guardando la foto sopra, ma non riesco a trovare fonti autorevoli per venirne fuori…

Seminare piante grasse: coprire o non coprire i semi?

Leggendo qualsiasi libro, sito o intervento che tratta della semina delle succulente noterete che al momento di spargere i semi, c’è scritto di non coprirli. E’ anche abbastanza ovvio, semi così piccoli genereranno plantule minuscole che non potrebbero farsi spazio nel terreno sovrastante sino a vedere la luce.
Ariocapus kotschoubeyanus seedlingMa chi di voi ha già provato a seminare piante grasse, avrà notato che molti semenzali nei primi giorni dopo la germinazione si trovano con le radici all’aria, è anche vero che molti di questi in pochi giorni si girano riuscendo ad ancorare la radice al terreno, ma alcuni non ce la fanno o resistono sino a quando non si toglie il contenitore dal micorambiente saturo di umidità e poi muoiono. Spesso a nulla serve tutto il nostro amore e delicatezza nel cercare di rigirare il semenzale, questo perchè una radice di 1-2 giorni è troppo delicata e la nostra manovra la rovina sicuramente, va un pò meglio quando la radice è parallela al terreno e la si ricopre con un pò di composta, ma anche in questo caso non si ha sempre successo…. sono di più gli insuccessi…
Per primo, non mi sono mai sognato di coprire i semi, al massimo mi limitavo a spargere un impalpabile strato di sabbia, ma avevo paura di rendere il terreno asfittico, quindi l’ho fatto poche volte. Altre volte spargevo un sottilissimo strato di composta setacciata con un colino, ma non ho mai apprezzato differenze positive, anzi la superficie appariva più compatta e forse ancora meno penetrabile dalle radici.

A parte la sabbia, altri inerti nelle mie mani erano sempre troppo grossi, sino a che l’ultima volta che ho preso il lapillo ne ho presa una busta a granulometria finissima, da 1 mm in giù, proprio per le semine e per provare a coprire i semi.

Come sapete, per circa un anno non ho fatto nuove semine dopo la delusione avuta dall’ultima semina del ottobre 2009, divorata da mosca sciara, in questi giorni debellato il dannato insetto dalla mia zona di coltivazione con ripetuti trattamenti di insetticidi ho fatto una nuova serie di semine… ne vedremo delle belle !!

Ho seminato 15 specie differenti il 9 gennaio 2011 e altri 32 contenitori il 30 gennaio (tra questi molti doppioni perchè sto facendo la prova con i led), la variabilità di dimensione dei semi è enorme, a parte gli Anacampseros e la Blossfeldia che hanno semi impalpabili, ho coperto alcune delle altre semine con un sottile strato di questa finissima graniglia di lapillo, circa un mm.

Nella sequenza sotto semi di Stenocactus multicostatus completamente coperti da un sottile strato di lapillo e vermiculite fine:
stenocactus 1

stenocactus 2

stenocactus 3

stenocactus 4

stenocactus 5
Quando i semi sono germinati, la mia impressione è stata ottima, i semenzali nati con le radici all’aria erano molti meno, in certi contenitori nessuno.

Nelle foto sotto grossi semi di Frailea asteroides coperti da uno strato di lapillo fine:
frailea asteroides 1
frailea asteroides 2
frailea asteroides 3
Ho avuto l’accortezza di spargere uno strato più corposo solo su semenzali un pò più grossi come alcune specie di Frailea e Astrophytum, mentre sui più piccoli come la Mammillaria, Gymnocalycium e Stenocactus ho messo solo uno strato sottile misto a polvere di vermiculite lasciando intravedere i semi.
astrophytum seed
gymno seed
Inoltre lo strato inerte superficiale che non lascia intravedere la torba dovrebbe essere un deterrente per la mosca sciara o quantomeno rende più difficile il movimento delle sue larve… se mai dovesse tornare!!!

Riguardo a semi molto più grossi, da 2 mm in su, uso un altra tecnica (come avrete visto nel post: Semina Euphorbia obesa). Generalmente si tratta di non cactaceae, ad es: le euphorbia, Jatropa (+ di 1 cm) o molte Asclepiadaceae, faccio una nicchietta nel terreno, profonda quanto o poco più del seme e lo adagio all’interno con il punto in cui uscirà la radichetta verso il terreno, senza coprire! questo ha molteplici vantaggi, tra i quali la possibilità di guardare che sul seme non si formino muffe (cosa abbastanza frequente su grossi semi, anche se disinfettati).
jatropa seed
Jatropa


Quindi senza dubbio d’ora in poi spargerò delicatamente un sottile strato di lapillo a granulometria finissima <1mm sui semi delle succulente!

Semina Frailea schilinzkyana

Il 6 ottobre 2009 insieme a molti altri semi, ho fatto questa semina di Frailea schilinzkyana (non sono sicuro al 100% del nome, potrebbe anche essere F. pseudopulcherrima).

I semi provenivano da una pianta comprata l’anno prima, e all’acquisto i frutti erano già sulla pianta secchi e pronti per essere raccolti.

La composta è stata sterilizzata, ed era formata da 70% inerti.
Ho somministrato fungicida previcur 2mlxlitro con l’acqua della prima bagnatura, ma non ho messo insetticida…

Questa data di semina è stata la più disastrosa in assoluto, per un semplice errore, ho lasciato aperto il sacchetto mentre facevo le foto ed una mezzoretta è bastata alla mosca sciara per deporre le sue uova, il risultato è stato a distanza di pochi giorni che tutti i semenzali venivano svuotati dall’interno dalle larve di questo insetto, questa di Frailea è la semina meno danneggiata, o meglio una delle poche che ha prodotto qualche piantina.

  • 8 Novembre 2009

frailea 8-11-09

  • 11 Febbraio 2010

frailea 11-02-10

  • 7 Marzo 2010

frailea 7-3-10

  • 11 Aprile 2010

frailea semina 11-4-10

  • 23 Giugno 2010

frailea semina 23-6-10

  • 22 Luglio 2010 – Inaspettatamente, come si vede anche nella foto sotto, una minuscola frailea ha fiorito, vedi il post.

frailea 22-7-10

  • 09 Agosto 2010 – Particolare del frutto maturo

frailea schilinzkyana semina

  • 15 Settembre 2010 – Questa Frailea schilinzkyana è veramente energica a settembre ha fatto un secondo fiore!!!

frailea schilinzkyana

Ragnetto rosso - Foto macro del parassita

Intanto Buon 2011 che sia pieno di fioriture!!
ho fatto piccole modifiche al blog, come il "Mi piace"di Facebook, cliccatelo! è qui a destra, il meteo e il calendario (ancora vuoto) a fondo pagina.

Inizio questo post con una richiesta di un amico che ha un problema, deve finire di montare un microscopio comprato con i fascicoli della De Agostini, ma ha perso il fascicolo numero 32 se qualcuno lo ha o sa dove trovarlo Orazio si accontenta di una fotocopia! questa è la sua email: orazio.piantoni [chiocciola] alice.it

Non più di microscopi invece si parla in questo post, ricordate le foto super ingrandite che ho fatto al ragnetto rosso, con tanto di video? Sono in questo post:
- Ragnetto rosso foto microscopio e video

Adesso posso mostrarvi finalmente una foto con colori reali, una macro che “purtroppo” sono riuscito a fare su una pianta nel mio pseudo germinatoio, il ragnetto rosso è tornato, più aggressivo e grande che mai, era comunque minuscolo, meno di mezzo millimetro, ma si staccava bene sul verde brillante della foglia di Pedilanthus tithymaloides:
Pedilanthus tithymaloides con tetranychus urticae ragnetto rosso
A questo punto non so se è sempre lo stesso, il two spotted mite, ma sicuramente è un acaro, è rosso e danneggia le piante lasciando machie brune e superficie secca! quindi va eliminato.
ragnetto rosso
Lente in mano e osservate le piante che tenete in casa! questo periodo è ottimo per il ragnetto rosso per proliferare, il caldo e l’aria secca causata dal riscaldamento domestico creano il suo ambiente ideale.